L’amore che non ha futuro
Solo per colpa di uno
Perché il più innamorato è sempre quello sfigato
L’amore che sfida la sorte
Fa bella anche la morte
Per chi non vuole vivere senza o non ce la fa più

Allora oggi non mi pento
Intanto oggi non mi arrendo
E allora odio ancora il vento
E non so fare a meno di te
E allora oggi non mi pento
Intanto oggi non mi arrendo
E allora odio ancora il vento
E non so fare a meno di te

L’amore che ti lascia affamato come un lupo d’inverno
Quando al primo lamento trovo intorno il deserto
L’amore che ti accende il fuoco
Il fuoco dentro
E senza nemmeno un addio
Qui vola basso anche Dio

Allora oggi non mi pento
Intanto oggi non mi arrendo
E allora odio ancora il vento
E non so fare a meno di te
E Allora oggi non mi pento
E Intanto oggi non mi arrendo
e allora odio ancora il vento
E non so fare a meno di te

Quando poi all’improvviso non è più il paradiso (luna)
le stelle aperte su idee deserte (ancora)
il suono della sua voce che ci mette in croce

Allora oggi non mi pento
E Intanto oggi non mi arrendo
E allora odio ancora il vento
E non so fare a meno di te
E Allora oggi non mi pento
E Intanto oggi non mi arrendo
E allora odio ancora il vento
E odio quello che sa di te

 Li-Bertè è un sito democratico :-) e così abbiamo deciso di inserire in questa pagina due pareri differenti sul nuovo brano di Loredana Bertè "Non mi pento" Eccoli di seguito: il primo è di Ingressolibero, il secondo di Baby, utenti del nostro Forum

Commento1: "L'amore che non ha futuro per colpa di uno". Comincia così, con voce ipnotica, suadente e profonda l'ennesimo capitolo che Loredana Bertè dedica al Perduto Amor. Voce e chitarra sono mixate alla perfezione. Le corde sono nervose e nevrotiche, instabili, cupe e bellissime. Lasciano presagire un'apertura maestosa e visionaria.
Il canto è perfetto nel suo dolore tenuto a freno. C'è un carisma quasi mistico, un'intensità introspettiva capace di evocare immagini ed emozioni. Fra luci ed ombre del testo, estasi e tentazioni di una spina dorsale musicale che all'inizio pare indovinata.
Loredana canta da afona. Non perchè sia afona ma perchè sceglie - deliberatamente - di cantare così. Tuttavia convince, emoziona, è pulita senza essere noiosa, chiara senza essere scontata. Non passa nemmeno per la testa, per lo meno al primo ascolto, che per ottenere questo effetto, in studio devono aver messo un "guadagno" così alto ai microfoni che se avesse singhiozzato si sarebbero spaccate le casse. Ma.. questo è un pelo nell'uovo!
Il primo intoppo arriva al 52esimo secondo: "Fare a meeeno di te". Non riesce a tenere il filato. Sul quel meeeno c'è una vistosa caduta. Perchè ha scelto - ancora deliberatamente - di non coltivare e proteggere la voce.
Si ricomincia. Altra strofa, uguale alla prima. Solo un po' più robusta la presenza ritmica. Non è un blues, non è rock, e Dio, fa che non sia pop. L'andamento ritmico somiglia pericolosamente a "Ufficialmente dispersi", ma meno ricco, meno curato.
Poi c'è un verso molto bello, forse il più bello: "L'amore che ti lascia affamato come un lupo d'inverno, quando al primo lamento trovi attorno il deserto". L'intensità dell'interpretazione fa dimenticare che il pezzo non trova una vera e propria svolta. La scrittura musicale resta ferma, non c'è crescita, progressione, non c'è stupore e meraviglia. Anche se il ritornello vince (in radio) e convince (il radioascoltatore), la torta appare senza lievito.
A 2 minuti e 20 secondi inizia il pasticcio. I coretti che vorrebbero sopperire alla mancanza di sviluppo musicale (sviluppo che, ad esempio, possiede Mufida, che infatti parte e raggiunge l'infinito) producono il fastidioso effetto di un plotone rosa versus il Maschio traditore che è un tema ormai vecchiotto. Le citazioni (dal Comandante Che, ad esempio, mascherano un deficit di ispirazione dell'autrice. La batteria insiste per coprire l'assenza di un vero lavoro di arrangiamento. Perfino quel "Lunaaaa" (che come ha fatto giustamente notare qualcun'altro diventa Lunaaaaeee) non raggiunge la solenne disperazione di quel che fiiineeee urlato sul palco sanremese. Che dire? Un pettirosso che non riesce a spiccare il volo e che (questo è il difetto che più delude) non stupisce, non meraviglia, non sorprende.  Tuttavia questa è un'analisi a caldo.. si può sempre cambiare idea agli ascolti successivi. Poi, per carità, è il ritorno della Tigre, finalmente esce il disco, sarà una radio hit....

Commento 2: L'attesa, che definire interminabile sarebbe ancora un eufemismo, si spezza finalmente con "Non mi pento", primo singolo di Babybertè.
Il brano mi ha letteralmente rapito al primo ascolto, grazie soprattutto all'enorme potenziale melodico e allo stile, misuratamente rock-blues.
Molti ascolti dopo, proporrei una chiave di lettura per interpretarlo: quella dell'EQUILIBRIO.
"Non mi pento" è in bilico, in molti sensi, poteva facilmente cadere di qua o di là, ma regge fino alla fine. C'è EQUILIBRIO tra la facilità di ascolto di un brano estremamente orecchiabile che però non scade mai nel "tormentone" fine a se stesso.
C'è EQUILIBRIO tra passaggi lirici molto immediati e semplici (Perché il più innamorato è sempre quello sfigato) e altri più evocativi (L’amore che sfida la sorte fa bella anche la morte).
C'è EQUILIBRIO tra la dimensione necessariamente radiofonica di un singolo e l'aspetto cantautorale che da anni domina la musica di Loredana Bertè.
C'è EQUILIBRIO nel cantato, misurato ed emozionante, con qualche "graffio" sopra le righe per ricordare sempre, senza urlare, che chi canta è una tigre, non una sciuretta.
C'è EQUILIBRIO nell'uso delle citazioni, ormai veri e propri topoi dello stile-Bertè, necessarie ancor più ora per stabilire una continuità con un passato molto, troppo lontano (8 anni sono 8 anni!).
C'è EQUILIBRIO infine in una musicalità fluente, evocativa all'inizio, incalzante poi, che penetra sotto pelle, si fa ricordare (la cosa più importante in assoluto per un singolo), e che pur riprendendo alcuni spunti già tipici dell'universo sonoro Bertè (Ufficialmente dispersi nella ritmica, Portami con te nell'intenzione, i cori taglienti a-la "Condominio numero 10"), aggiunge qualcosa di nuovo nel semplice, riuscitissimo tentativo di offrire una summa, appetibile anche ai non fedelissimi, delle potenzialità easy e insieme cantautorali della Nostra. Voto: 8 in sè, 10 e lode come singolo!

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