ANCORA INCAZZATA CON IL MONDO, TORNA LOREDANA CON LA SUA CREATURA BABYBERTE’  E RACCONTA DELLA MUSICA (ANALOGICA!), DELL’AMORE DI GIULIETTA E ROMEO E DI QUEL VIAGGIO A NEW YORK CON PELE’, FELLINI E I SAVOIA. LA STORIA DI UNA VITA A COMBATTERE CONTRO I PREGIUDIZI E…. LA VOGLIA DI CIOCCOLATA.

 

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PARTE 2 - SEI BELLISSIMA - Una caratteristica dell’album sono i messaggi in segreteria lasciati dai tuoi amici che si alternano alle canzoni. Asia Argento, Renato Zero, Dori Grezzi. Il più toccante è quello che lascia Asia mentre dall’America ascolta Sei bellissima. “Asia è molto affezionata a quella canzone. C’è una scena del suo ultimo film in cui entra in un bare in sottofondo si sente Sei bellissima. Potrei fare venti cd con i messaggi che i fans mi lasciano in segreteria e dicono stiamo ascoltando tutte le canzoni del tuo repertorio”.

Asia Argento ha avuto un ruolo decisivo per BabyBertè. “Ha già realizzato tre video e girerà tutti gli altri. Sono andata in sala di registrazione perché lei aveva fatto quelli”.

Con la bellezza come va? In Strade di fuoco confessi che il frontale con lo specchio fa male “Ho passato anni a coprire tutti gli specchi. Non sopportavo di vedere la mia immagine riflessa. Quello era un momento che, penso, capita a tutte le donne”. E poi hai smesso con la cioccolata. “Si, ma ancora mi manca. Rinunciare alla Nutella per due anni è dura. La Ferrero mi mandava il barattolo, quello grosso (Fa segno con la mano ad indicare un’altezza di una ventina di centimetri, nda). In venti giorni era già finito”.

E poi come sei riuscita a farne a meno? “Ho buttato il barattolo e basta. Allora Renato mi fa:”Aspetta un attimo, nì,  che prendo l’indirizzo e me lo faccio mandare a me”. Adesso gli arriva a casa a lui”.

Sei ancora profondamente legata a Renato Zero. “Ci vogliono dieci pagine di intervista per raccontare questo rapporto. Da quando avevamo undici anni stiamo insieme. E’ un fratello, quello che avrei tanto voluto e non è arrivato, ma l’ho incontrato nell’arte e nella vita”.

Nei testi del disco per ben due volte “pensieri” fa rima con “neri”. “Anche con occhiali, perché i pensieri sono neri come i miei occhiali. Porto spesso gli occhiali da sole perché non mi va di guardare in giro. Per isolarmi in mezzo alla gente di cui non mi frega niente mi metto gli occhiali”.

Cosa ti dà fastidio? “A me dà fastidio l’ignoranza. Ad esempio uno sponsor come il cepu: è altamente diseducativo perché ha puntato una campagna pubblicitaria sul gattino nero, sulla jella. Ci ho scritto una canzone apposta, Mufida  (Sorella, in arabo, nda). E’ dedicata a Mimì. C’è il verso “per i gatti neri razza quasi estinta, contro l’ignoranza del paese che avanza, nell’indifferenza di fronte a un assassino”. A proposito di assassini, hai inserisco nel disco Una storia sbagliata di De André e Bubola. La canzone è dedicata a Pasolini. Tu come l’hai vissuto? “Non l’ho mai conosciuto di persona, ma l’ho sempre amato”.

Esiste un poeta e profeta come lui ai nostri giorni? “Di Pasolini senz’altro ce ne sono ancora, ma già allora era un’impresa quasi impossibile ad esprimersi. Infatti lui è stato boicottato, massacrato da vivo e da morto”. E a trent’anni dalla morte non si sa chi l’ha ucciso. “Si sa, si sa, non era mica uno”.

Tu dici che non passa giorno che non te la prendi con Dio. Se Dio avesse avuto un volto di donna ti avrebbe capito meglio? “Non gliene avrebbe fregato niente lo stesso. Dio non esiste o almeno è un po’ assenteista. Lo ha detto pure Wojtyla una volta”.

Quando sarebbe servito e invece non c’era? “Basta che mi guardo indietro, mi chiedo spesso dov’era. O era troppo occupato oppure non c’è nessuno lassù. Su Pettirosso da combattimento avevo scritto in Treno Speciale: mi sembra di stare dentro a un convoglio ferroviario che si ferma stazione per stazione e qualcuno viene preso a calci, deve scendere e si becca la vita che si ritrova, mentre qualcun altro che nasce con la camicia, scende ad un’altra stazione. Penso che la vita abbia una cosa su cui è imparziale: Il cuore lo spezza a tutti”.

Tu fai rimare Innamorato con Sfigato. “L’amore è uno stato di grazia. E’ un treno che ti investe in pieno. Superata la fase di innamoramento, in una coppia c’è sempre qualcuno che ama più dell’altro. Poi c’è un altro tipo di amore, quello che fa bella anche la morte. Penso a Giulietta e Romeo, a quelli che per amore si sono suicidati. Sono storie di cronaca”. Ma sono rare… “L’amore che capita a noi è quello del nostro scontento, quello che ti lascia come i lupi d’inverno quando hanno fame. L’amore è già una fortuna incontrarlo una volta, forse, nella vita”. E adesso? “Adesso penso solo a me. Ho ricominciato a mettermi le creme e mi dedico a me stessa. Infatti quest’anno è stata la prima volta che sono andata al mare”.

Dopo quanto tempo? “Dieci anni. Era un film che mi sono fatta tutta da sola, perché il giorno della tragedia di mia sorella ero talmente scossa che mi sono chiesta che sarebbe successo se avessi fatto un viaggio in meno per starle vicina. Avrei pagato chissà cosa per aver passato con lei, non dico una settimana, ma anche solo un giorno per chiederle le cose che non le avevo mai chiesto, per dirle altrettante cose che non le ho mai detto. Allora per punizione mi sono imposta di non andare più al mare. Mi hanno dato l’impulso le mie radici meridionali, da donna del sud che si mette il velo nero quando sta in lutto. Avevo deciso che avrei rinunciato alle scollature e al mare”. E che effetto ti ha fatto tornarci? “Beh, un po’ di sollievo me l’ha dato, ma non è vero che il tempo cancella tutto. Anzi è il contrario”.

E adesso come stai? “Sento rabbia, impotenza. Anche perché io vivo in un paese di ignoranza atavica, di caccia alle streghe. Questa ignoranza ti strumentalizza nel mondo della musica. Per far fuori un artista basta dire che porta jella e quello è rovinato per tutta la vita. Mimì per quindici anni non ha potuto cantare.Quindici anni di grande musica in meno che abbiamo. Ecco perché non posso sopportare un cepu del cazzo che si permette di dire che un povero gattino nero porta sfiga. Nel mondo della musica questa tattica si usa molto: per far fuori uno che è davvero bravo si mette in giro la voce che porta jella. A Pupo che porti jella non gliel’ha mai detto nessuno. A Mimì l’hanno colpita a 15 anni, al primo ballo”.

Con te hanno provato a fare la stessa cosa? “Come no?! Ma li ho denunciati immediatamente. Già dovevo sopportare che mia sorella piangesse dalla mattina alla sera perché era sta emarginata, da gente molto famosa poi. C’era il veto assoluto su Mia Martini. Non si poteva nemmeno nominare. Quindi quando hanno cominciato a fare la stessa cosa con me, gli ho tagliato subito le gambe. A quella deficiente della Rettore che ci ha provato ho fatto una causa che è durata tre anni. Ma in confronto a quello che ha dovuto sopportare Mimì non è stato niente”.

Forse tu sapevi difenderti meglio. “Io ero già bella incazzata per quello che facevano a lei”. Lei non reagiva? No, ha mollato. Li ha fatti vincere”.

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